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Passo dello Spluga
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top
Il mwdqpasso dello Spluga (mwdgSplügenpass in mwdwtedesco, mweaPass dal Spleia o mweqPass dal Splegia in mwegromancio e mwewCunus Aureus in mwfalatino - 2.117mwfq m mwfgs.l.m.) è uno dei più importanti valichi dell'mwfwarco alpino, conosciuto fin dall'antichità per il suo agevole transito: la moderna arteria stradale che lo attraversa è stata costruita tra il 1821 e il 1823, mentre la mwgamwgqvia Spluga d'mwggepoca romana fu realizzata alla fine del mwgwI secolo a.C.; nelle sue vicinanze si trova il punto d'mwhaItalia più lontano dal mare in linea d'aria, pari a circa 240mwhq km.
Contents
• Toponimo
• Storia
• Turismo
• Ciclismo
• Note
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Descrizione
Posto sul mwiqconfine italo-svizzero, mette in comunicazione l'alta mwigvalle Spluga con la valle del Reno superiore (mwiwRheinwald). La sua importanza non è solo storica e logistica ma anche geologica, in quanto divide la falda mwjaTambò a ovest con la falda mwjqSuretta a est. Tradizionalmente divide le mwjgAlpi Lepontine dalle mwjwAlpi Retiche e, secondo la tradizionale bipartizione delle mwkaAlpi in uso negli altri Paesi della catena alpina, ripresa dalla classificazione mwkqSOIUSA, divide le mwkgAlpi Occidentali dalle mwkwAlpi Orientali. Il suo tracciato è caratterizzato da un elevato numero di tornanti: 72 tra mwlaChiavenna e mwlqSplügen, le località poste sui due versanti dove inizia e termina la salita.
Toponimo
Il toponimo "Spluga", diffuso in molte aree dell'arco alpino, farebbe riferimento al termine mwmqlatino mwmgspelu[n]ca, che deriva a sua volta dal mwmwgreco mwnaspélaion: da quest'ultimo ha origine anche "mwnqspeleologia", ovvero il termine che definisce la disciplina che si occupa dell'esplorazione, documentazione, tutela e divulgazione della conoscenza del mondo sotterraneocite-ref-1[1]. mwogSpelu[n]ca (da cui "Spluga"), che significa "grotta", segnala quindi la presenza in questa zona di caverne (sinonimo di grotta, in italiano, è infatti anche "spelonca") probabilmente abitate da fauna selvatica, in particolare orsicite-ref-2[2]. A mwpwMontespluga, villaggio alpino mwqafrazione del comune di mwqqMadesimo, è presente una caverna chiamata in mwqgdialetto chiavennasco mwqwtruna de l'urs (it. grotta, tana dell'orso)cite-ref-viaspluga-3-0[3]. Nei secoli passati il passo dello Spluga era infatti anche chiamato "monte dell'Orso" o "passo dell'Orso"cite-ref-viaspluga-3-1[3].
In mwtqepoca romana il passo dello Spluga era conosciuto con il nome di mwtgCunus Aureus ("punto d'oro")cite-ref-4[4], molto probabilmente con un richiamo al fatto che in questo periodo storico, lungo l'arco alpino compreso tra il versante ligure e il mwuwfiume Ticino, si estraesse l'oro in miniere ricavate nei massicci montuosi, che erano spesso costituite da grotte e caverne naturalicite-ref-alpi-5-0[5].
Il fiume Ticino, che si trova poco più a ovest del passo dello Spluga, rappresenta lo "spartiacque" tra le Alpi occidentali e quelle centrali, con le prime che sono molto più ricche di giacimento d'oro: nelle Alpi occidentali era infatti conveniente estrarre questo metallo, mentre nel resto della catena alpina, vista la minore quantità presente di tale mwwqminerale, non era economicamente conveniente impiantare minierecite-ref-alpi-5-1[5]. In particolare, la zona più ricca di questo metallo, lungo l'arco alpino, è il mwxgMonte Rosa, che si trova al confine tra mwxwValle d'Aosta e mwyaPiemonte, quindi nella parte più occidentale delle Alpicite-ref-6[6], mentre, procedendo verso oriente, la prima zona che si incontra dove la quantità di oro presente nei massicci montuosi inizia a essere sensibilmente minore, è la mwzqValtellinacite-ref-7[7].
Il passo dello Spluga, che si trova nella valle più occidentale della mwawProvincia di Sondrio, la mwbaValchiavenna, rappresenta quindi il "confine" orientale dei giacimenti auriferi, visto che l'ultima valle, procedendo verso est, dove è presente ancora una tale quantità d'oro da giustificare l'impianto di miniere, come già accennato, è la valle fluviale scavata dal Ticinocite-ref-alpi-5-2[5].
Storia
I ritrovamenti presso il vicino Pian dei Cavalli di insediamenti preistorici dell'età della pietra, potrebbero far supporre un uso del passo ben antecedente a quello che i Romani misero in atto: con essi lo Spluga assunse notevole importanza commerciale e strategica, grazie anche alla costruzione di un tracciato lastricato che ne agevolasse il transito, detto appunto mwfavia Spluga, che oggi è stato in parte restaurato e reso percorribile, e che in pratica venne utilizzato fino all'apertura della strada carrozzabile ad opera degli Austriaci, nel 1821, ancora oggi seguita nel percorso dal moderno tracciato automobilistico.
L'agevole transito di cui ha sempre potuto godere il valico ne ha sempre determinato l'importanza politica, e la volontà dei diversi dominanti della zona di ottenerne il totale controllo: dopo i vescovi di mwfgCoira, di mwfwComo e il mwgaDucato di Milano, riuscirono nell'intento i mwgqGrigioni, tra il '500 e il '700, periodo nel quale il valico conobbe un aumento del traffico in transito anche grazie al miglioramento dello stesso, con l'apertura di più agevoli varianti al vecchio tracciato e dunque un collegamento veloce tra le due importanti città di mwggChiavenna e mwgwCoira oltreché, come nel passato, tra la mwhaPianura Padana e l'oltralpe germanico.
Successivamente, fu l'impero napoleonico a entrare in possesso del passo: di questo periodo (dicembre 1800) è la drammatica traversata del valico delle truppe francesi in discesa verso l'mwiwItalia, comandate dal generale mwjaÉtienne Jacques Joseph Alexandre Macdonald. Con i già citati austriaci il passo dello Spluga raggiunse probabilmente l'apice della propria importanza commerciale (furono loro, attorno al 1822, a riattivare l'intera arteria stradale che attraversa il passomwjqmwjgcite-ref-02222223222222325222222222222-8-0[8]) ma, paradossalmente, anche la rapida decadenza: crebbero d'importanza il vicino mwkwpasso del San Bernardino e il mwlapasso del San Gottardo, questo soprattutto con l'apertura del traforo ferroviario e il primo, in tempi più recenti, con l'autostrada e il traforo stradale.
Tuttavia oggi il passo (chiuso generalmente dai primi di novembre ai primi di maggio) risulta sempre molto frequentato e trafficato, rappresentando una interessante tappa turistica per chi scende in Italia o ritorna verso il nord-mwlgEuropa nonché, più praticamente, un'alternativa al passaggio dai sempre affollati valichi doganali tra mwlwComo e mwmaChiasso.
Turismo
Il passo dello Spluga è assai frequentato, nella bella stagione, soprattutto dai turisti vacanzieri che vi transitano provenendo dai cantoni della mwnwSvizzera tedesca, dalla mwoaGermania e in genere dal Nord Europa per scendere in Italia. Il suo paesaggio d'alta quota, la vicinanza di imponenti vette, la presenza sul versante italiano del pittoresco villaggio di mwoqMontespluga e del bacino artificiale omonimo fanno della zona del passo una apprezzata tappa lungo il viaggio. Proseguendo verso sud, attraverso la mwogValchiavenna, si giunge al mwowLago di Como.
Molto sviluppata è la rete sentieristica verso le vette e le mete alpinistiche attorno al passo, dal quale ha inizio la mwpqvia normale di salita verso il mwpgpizzo Tambò, una delle cime più frequentate delle mwpwAlpi Lepontine; da ricordare è la mwqaVia Spluga, percorso escursionistico transfrontaliero nato con la collaborazione di diverse entità italiane e svizzere per la riscoperta storica e la valorizzazione turistica dell'antico tracciato del valico. Da citare è anche la notevole frequentazione mwqqscialpinistica della zona, con numerosi itinerari di ogni difficoltà, agevolata dalla frequente presenza di neve abbondante e dalla sua permanenza fino a primavera inoltrata. I centri più prossimi al passo e maggiormente sviluppati turisticamente sono mwqgMadesimo, sul lato italiano (in particolare il nucleo di Montespluga), e mwqwSplügen su quello svizzero, entrambe località di villeggiatura estiva e attrezzate stazioni di sport invernali.
Ciclismo
Il passo dello Spluga è stato scalato in due edizioni del mwrgGiro d'Italia, sempre dal versante svizzero:cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]
| Anno | Tappa | km | Primo in vetta | Versante scalato |
|---|---|---|---|---|
| 1965 | 19ª: Saas-Fee - Madesimo | 282 | Vittorio Adorni | Svizzero |
| 2021 | 20ª: Verbania - Alpe Motta | 164 | Damiano Caruso | Svizzero |
Note
cite-note-11. ↑ mw2wmw3amw3qSpeleologia, su mw3gcaifoggia.it. mw3wURL consultato il 3 novembre 2018.
cite-note-22. ↑ mw4wmw5amw5qGita sulla via Spluga - Traversata da Montespluga a Splügen sul confine Italo-Svizzero, su mw5gbergamo.uoei.it. mw5wURL consultato il 2 novembre 2018.
cite-note-viaspluga-33. ↑ mw7qmw7gmw7wPasso dello Spluga ( 2115 m s.l.m. ), su mw8aviaspluga.com. mw8qURL consultato il 3 novembre 2018 mw8g(archiviato dall'mw8wurl originale il 4 novembre 2018).
cite-note-44. ↑ mw9wmw-amw-qDie Legende vom Hermunduren: Kompendium Teil 6 bis 10, su mw-gbooks.google.it. mw-wURL consultato il 2 novembre 2018.
cite-note-alpi-55. ↑ mwaqmmwaqqmwaquFebbre dell’oro: la mappa delle riserve in Italia. Ecco dove trovarle, su mwaqysiviaggia.it. mwaqcURL consultato il 2 novembre 2018.
cite-note-66. ↑ mwaqsmwaqwmwaq0Sotto il Monte Rosa un giacimento di 20 Km quadrati d'oro, su mwaq4liberoquotidiano.it. mwaq8URL consultato il 2 novembre 2018.
cite-note-77. ↑ mwarmmwarqmwaruL'oro, il tesoro, su mwarypaesidivaltellina.it. mwarcURL consultato il 2 novembre 2018.
cite-note-02222223222222325222222222222-88. ↑ mwarsAnnalisa Borghese, mwarwIl territorio lariano dalla preistoria ai nostri giorni - L'Ottocento, in mwar0Il territorio lariano e i suoi comuni, vol.mwar4 25, Milano, Editoriale del Drago, 1992, p.mwar8 388.
cite-note-99. ↑ mwasqmwasumwasyCyclingCols - Splügenpass/Passo della Spluga, su mwasccyclingcols.com. mwasgURL consultato il 30 maggio 2021.
cite-note-1010. ↑ mwaswmwas0mwas4DIRETTA Giro d'Italia 2021 LIVE: tappa e 2º posto per Caruso. Magrini: "Bernal senza la Ineos altro che 45 secondi...", su mwas8OA Sport, 29 maggio 2021. mwataURL consultato il 30 maggio 2021.
Bibliografia
• Anonimo, mwatqDa Chiavenna a Coira nei Grigioni lungo la nuova strada dello Spluga [1826], con testo originale inglese e 13 litografie a colori dell'epoca di F. Calvert su disegni di G. Clowes, a cura di Tiziana Nava, traduzione italiana di Silvia F. Nava, prefazione di Guido Scaramellini, Viennepierre, Milano 2006.
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Collegamenti esterni
• mwatkIl passo dello Spluga e la via Mala, su viestoriche.net.
• mwatsIl passo dello Spluga su geofinder.ch, su geofinder.ch.